Le fiamme azzurre a tre punte, impreziosite dal gladio repubblicano, rappresentano un tentativo di aggiornamento dell’iconografia della specialità carrista durante la Repubblica Sociale. Nate come sostitute delle più antiche mostrine composite (fiamme rosse con sottopannatura rettangolare blu), queste mostrine vennero indicate in una circolare dello Stato Maggiore datata 14 febbraio 1944 e documentate nell’ambito delle nuove uniformi dei carristi.
Dal punto di vista operativo, l’introduzione avvenne in un periodo di forte crisi logistica: ripristinare mezzi, officine e dotazioni era una priorità, e le unità che riuscirono ad adottare le nuove mostrine furono poche e concentrate — tra queste il Deposito Misto di Verona e il gruppo corazzato Leoncello, reparto che raccolse il nucleo dei carristi RSI e che impiegò mezzi come gli M13/40 in condizioni difficili tra il tardo 1944 e i primi mesi del 1945. Il risultato è che queste mostrine sono relativamente rare e spesso associate a unità con una forte identità locale.
Dal punto di vista simbolico la fiamma tripartita rimanda chiaramente alla tradizione dei carristi (fiamme come specialità), mentre il gladio repubblicano segna la transizione grafica-politica del periodo. Per collezionisti e studiosi, la combinazione — varianti di stoffa, taglio, e applicazione — racconta molto sulla produzione locale, le scorte disponibili e le priorità estetico-comandative dell’ultimo anno di guerra. Per approfondire la storia dei reparti corazzati RSI e del Leoncello esistono monografie e documenti d’archivio che ricostruiscono l’attività dei depositi e delle officine carriste.